DIPARTIMENTO DI SCIENZE SOCIALI  DELL’UNIVERSITÀ DI PISA

Sezione di Studi sulle Politiche Sociali

1.   Una breve storia.

 

Le origini.

La Sezione di Studi sulle Politiche Sociali è istituita con delibera del Consiglio di Diparti­mento all’inizio del 1993; in quell'occasione si discutono e si definiscono le basi di una prima sistematizzazione delle tematiche di interesse, delle linee di ricerca, delle risorse di­sponibili e delle modalità del lavoro di gruppo che gli faranno capo.

I due nodi teorici attorno ai quali, da quel momento, graviterà il lavoro scientifico della Se­zione sono:

Ø il rapporto tra “teoria dell'attore” e “teoria dei sistemi” (nella consapevolezza dell’insufficienza delle teorie a medio raggio);

Ø il rapporto tra modo sociale di produzione (una teoria sostanzialmente ferma da 150 anni che sembra annodarsi continuamente su se stessa) e la cittadinanza sociale.

Ad un livello di astrazione più modesto vengono individuate altre possibili aree di interesse quali la “formazione dei soggetti collettivi” e “il corporativismo”; lo “sviluppo dei fondi sociali di investimento e dei fondi pensionistici”; “l’immigrazione extracomunitaria”; “la condizione giovanile”.

Nel programma originario confluiscono sia linee di ricerca già attivate che nuovi progetti di sviluppo del lavoro scientifico.

Tra le prime figurano:

v il Sistema Conoscitivo Integrato Anziani (SCIA), risalente al 1989 e caratterizzato da un'interlocuzione continua con soggetti istituzionali, Sindacato dei Pensionati e Federa­zione Nazionale dei Pensionati;

v la ricerca teorica ed empirica sullo sviluppo nelle aree periferiche svolta in collaborazio­ne con la cattedra di Sociologia del lavoro e industriale e l’Istituto di Economia Agraria (progetto RAISA), avente come oggetto di analisi il ruolo della famiglia-azienda nello sviluppo agricolo delle colline pisane e livornesi;

v gli studi sulle politiche sociali, le relazioni industriali e le tematiche organizzative (con particolare riferimento all’organizzazione informale ed alla variabilità organizzativa nel pubblico impiego), legati agli insegnamenti di Politica Sociale e di Sociologia del lavoro e industriale.

Tra le seconde si indicano:

v la costruzione di un sistema conoscitivo sul lavoro sociale (con particolare riferimento al lavoro nel servizio sociale);

v le tematiche del volontariato e dell’auto-aiuto (sulle quali si costruirà l’esperienza, pre­sto conclusa, della rivista “Impariamo ad imparare”).

Il lavoro collettivo della Sezione si caratterizzerà fin da subito sia per l'intento e lo sforzo di connettere virtuosamente le strategie di ciascun membro (inizialmente dieci) con il pro­gramma comune, sia per il tentativo di una programmazione e realizzazione puntuale di ri­unioni istituzionali-organizzative ed incontri di approfondimento per il dibattito teorico (journal club).

 

Gli sviluppi.

Negli anni successivi la tematica degli anziani si articolerà ulteriormente e riguarderà sia lo sviluppo del Sistema Conoscitivo Integrato Anziani, con le relative esperienze di surveys condotte nel territorio pisano, sia la definizione e realizzazione di progetti di rilevazione ca­ratterizzati dall'uso di metodi non direttivi ed aventi per oggetto gli anziani e la memoria. A ciò si aggiungerà nel 1997 un ulteriore occasione di approfondimento con l'avvio della ri­cerca CNR sul sottoprogetto anziani e politiche sociali.

La ricerca sullo sviluppo agricolo (RAISA), invece, si concluderà alla fine del 1995, mentre quella sulla variabilità organizzativa proseguirà fino al gennaio 1997.

Oltre a seguire i progetti già avviati, però, la Sezione si impegnerà anche in nuovi ambiti di indagine con:

v la ricerca CNR sul sottoprogetto esclusione (dal 1995).

v la ricerca, cofinanziata dalla Regione Toscana, su cittadinanza e criminalità (dal 1996);

v la definizione di un Modello di Osservatorio per le Politiche Sociali coerente sia con la legislazione sociale regionale, che prevede uno strumento di osservazione per le politi­che sociali, sia con un più articolato sviluppo del modello già sperimentato SCIA (dal 1997);

v la ricerca sui disastri ovvero sulla possibilità di sviluppare una osservazione, e dunque un osservatorio, sul trattamento sociale degli eventi di disastro (dal 1998).

 

2.  La Sezione di Studi sulle Politiche Sociali oggi.

 

Attualmente il lavoro della Sezione di Studi sulle Politiche Sociali prosegue sia in direzione di una puntuale riflessione teorica su alcuni temi e nodi problematici della disciplina socio­logica, sia in direzione di una attività di ricerca applicata articolata e coerente.

L’attenzione del gruppo da un lato si mantiene sulle questioni già richiamate dall’altra ne seleziona di ulteriori.

Così i rapporti tra attore e sistema, la cittadinanza sociale, lo stato sociale, costituiscono anco­ra i poli di attrazione della riflessione comune che si orienta però anche verso temi che di­rettamente o indirettamente ne rappresentano sviluppi ed implicazioni:

Ø la valutazione dell’intervento pubblico;

Ø le metodologie non-direttive di ricerca sociale;

Per ciò che riguarda le linee di ricerca, chiusesi quella sui disastri e quella relativa al sottoprogetto CNR sull’esclusione, ad oggi si ha un ulteriore articolazione per ciò che riguarda:

v La ricerca su criminalità e cittadinanza che si integra con l'esperienza fatta in materia di variabilità organizzativa nel pubblico impiego confluendo entro una linea di indagine per certi versi rinnovata, che assume il titolo di legalità e cittadi­nanza e che conserva la collaborazione con la Regione Toscana. Da un lato infatti l’indagine sulla variabilità rappresenta una sorta di linea madre attorno alla quale si sono raccolti, utilmente, interessi e sforzi significativi per lungo tempo. Dall'al­tro l'indagine sulla criminalità, dopo aver prodotto occasioni e materiale di dibat­tito, ha visto rafforzarsi soprattutto l’attenzione per il carattere processuale delle forme di legalità L’ambito strategico di ricerca è diventato soprattutto quello del­l'operatività del pubblico impiego, ambito in cui “il legale” si concretizza agli occhi del cittadino e si definisce e ridefinisce nel rapporto tra operatori e utenza-cittadinanza, inducendo anche esiti di costruzione e ri-costruzione della stessa sfera pubblica.

v La ricerca sugli anziani (e con gli anziani). Proseguono le attività di studio entro il sottoprogetto CNR anziani e politiche sociali, ma si apre anche uno spazio nuovo di indagine su anziani e memoria sociale. Questo si sviluppa da esperienze matu­rate dalla Sezione in tema di anziani e storie di vita, cresciute prima attorno ad aspetti quali l’identità collettiva e la formazione dell’attore collettivo, poi attorno ad aspetti quali l’affettività. Rispetto a ciò si va definendo una domanda di indagi­ne sulla memoria su scala nazionale, che parte dalla volontà congiunta dei due principali Sindacati dei pensionati, ma che tiene conto anche di un interesse più ampio ormai maturato sul tema.

v La ricerca sull'Osservatorio per le Politiche Sociali. Dopo la presentazione uffi­ciale del Modello di realizzazione (Settembre 1998, Massa Carrara, e Maggio 1999, Pisa, Aula Magna Storica) si è passati alla sua sperimentazione e realizza­zione sul territorio che corrisponde all'area vasta su cui insistono le Province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa. L'Osservatorio ha per obiettivo l’analisi delle problematiche sociali presenti, attraverso un monitoraggio sistematico sul territorio e la promozione e valutazione degli interventi di politica sociale sia dal punto di vista tecnico (interno all'operatività) che sociale (da parte dell'utente-cit­tadino). Esso si articola in cinque nuclei tematici d’azione che riguardano: base informativa, servizi sociali, questionario sui funzionamenti, valutazione e promo­zione. Questi sono stati progettati in modo da realizzare e sistematizzare le proie­zioni conoscitive dei servizi sociali, per attivare e realizzare surveys ricorrenti sui funzionamenti societari e sulle cause di fragilizzazione dei soggetti, per massimiz­zare la consapevolezza e la partecipazione della popolazione in questo stesso pro­getto di riflessione collettiva sugli assetti sociali. L’attuazione di tali nuclei è ca­ratterizzata dalla ricerca del massimo confronto possibile con gli operatori; l’obiettivo è quello di sviluppare le capacità di intervento conoscitivo dei servizi evitando dipendenze nei confronti dell’esterno.

 

3.   Componenti e collaboratori.

 

Durante gli anni la Sezione ha visto un certo avvicendamento dei suoi membri. Attualmente è costituita da sei componenti e si avvale del contributo di altri dodici collaboratori impe­gnati soprattutto nella linea di ricerca-intervento dell'Osservatorio.

Le singole linee di ricerca, ad eccezione di quella dell’Osservatorio per le Politiche Sociali che coinvolge tutti, sono seguite da sottogruppi della Sezione tanto che si è delineata l’opportunità di identificare responsabili in grado di riferire, con una certa sistematicità e continuità, sul punto del lavoro svolto al resto della Sezione, per assicurare maggior coordi­namento ed integrazione. Il lavoro non territoriale dell’OPS, le questioni organizzative ed il dibattito concettuale interno (journal club), invece, rappresentano gli ambiti di lavoro co­mune.

 

Componenti della Sezione.


 

Paolo Barrucci  si è laureato in Sociologia del lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche di Pisa. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Sociologia dello Sviluppo ed ora è titolare di una borsa di studio biennale di post-dottorato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pisa. Dal 1992 collabora con il Dipartimento di Scienze Sociali di Pisa e la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali a diverse ricerche teoriche ed empiriche su temi quali: sviluppo locale nelle aree agricole; cittadinanza ed esclusione sociale; variabilità organizzativa nel pubblico im­piego; cittadinanza e legalità; costruzione-sperimentazione dell’Osservatorio per le Politiche So­ciali. Ha sviluppato un’intensa attività di formazione su temi quali: organizzazione del lavoro e qua­lità totale; organizzazione dei servizi socio-assistenziali, condizione anziana, sviluppo locale e globalizzazione. Attualmente sta proseguendo negli studi relativi alle trasformazioni del lavoro sa­lariato e del lavoro sociale; alle politiche sociali e alla cittadinanza; al rapporto tra sviluppo loca­le, globalizzazione e modo sociale di produzione. Collabora col Prof. Fedele Ruggeri nell’attività didattica per i corsi di Sociologia del lavoro, Sociologia dell’amministrazione e Sociologia dell’organizzazione.
 

Simona Carboni  si è laureata in Sociologia del lavoro presso la Facoltà di Scienze Politiche del­l'Università di Pisa. Dal 1998 fa parte della Sezione di Studi sulle Politiche Sociali e dal Maggio del 1999 è titolare di una borsa di studio CNR su Memoria Sociale e Beni Culturali. Ha partecipato alla progettazione dell'Osservatorio per le Politiche Sociali curando temi e strumenti per l'indagine rela­tivi alla "condizione anziana", collabora alle attività di ricerca su "anziani e memoria sociale", con particolare interesse per i contesti di vita urbana, ed a quelle su "cittadinanza e legalità". I suoi inte­ressi di studio teorici ed empirici riguardano le forme sinergiche di politiche sociali, il ruolo dell'u­tenza nella sfera pubblica e quello della memoria sociale nella formazione degli attori.
 

Manuela Cupidi  ha conseguito il Diploma Universitario di Assistente Sociale presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale dell’Università di Pisa ed ha svolto il tirocinio presso il Distretto So­ciosanitario di Pontedera-Palaia (Azienda USL 5 zona Valdera). Collabora con la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali del Dipartimento di Scienze Sociali di Pisa con particolare riferimento al progetto di ricerca-intervento per la progettazione e sperimentazione di un Osservatorio per le Poli­tiche Sociali di cui ha curato soprattutto temi e strumenti di indagine sulla condizione giovanile.Attualmente, dopo aver lavorato come assistente sociale presso la cooperativa sociale Agape in convenzione con la USL 5 di Pisa, è stata assunta in ruolo come assistente sociale prima presso il Comune di Rufina (Fi) ed ora presso quello di Montopoli in Val d’Arno (Pisa). Si è interessata ed ha scritto sul rapporto tra bisogni e lavoro sociale.

Lorenzo Maraviglia  si è laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa. Grazie ad una borsa di studio del CNR ha trascorso sei mesi presso la London School of Economics, dove ha svolto ricerche sul tema delle trasformazioni dei sistemi previdenziali europei. Ha parteci­pato alle ricerche sull'esclusione sociale ed è stato redattore della rivista scientifica Impariamo a imparare.

Attualmente frequenta l'ultimo anno del Corso di Dottorato in Sociologia della Sviluppo presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Pisa.

Dal 1994 collabora all'attività di ricerca svolta dalla Sezione di Studi sulle Politiche Sociali occu­pandosi di problemi legati allo studio dei movimenti collettivi ed alle trasformazioni dei sistemi di welfare. E' inoltre impegnato, assieme agli altri componenti della sezione, nella realizzazione del­l'Osservatorio per le Politiche Sociali per le Province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Ha scritto su cittadinanza ed esclusione.

 

Maria Grazia Ricci si è laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Pisa dove ha conse­guito il titolo di Dottore di ricerca in Sociologia dello sviluppo. Collabora alla Sezione Studi di Po­litiche sociali dalla sua istituzione. Ha svolto attività di ricerca sulla "condizione anziana" a Volter­ra, Pisa, Cascina e S. Miniato all'interno del progetto SCIA; sullo sviluppo dell'agricoltura nelle colline pisane e livornesi; su "anziani e cultura locale" in Lunigiana; sulla dialettica attore socia­le/attore collettivo per la FNP; sulle dinamiche societarie in atto e la loro conoscibilità attraverso la costruzione-sperimentazione dell'Osservatorio per le Politiche Sociali previsto dalla Regione Toscana. I suoi interessi di ricerca riguardano il mutamento sociale con particolare riferimento alle trasformazioni socio-economiche in atto e alla ridefinizione dei ruoli degli attori e delle istituzioni sociali. In questi ultimi anni ha dedicato una particolare attenzione alle metodologie qualitative e soprattutto alle life-stories. Attualmente ricopre il ruolo di assistente tecnico presso il Dipartimen­to di Scienze Sociali. Ha scritto a riguardo della "condizione anziana", sui ruoli della tradizione e dell'innovazione nella modernità sistemica, sul ruolo della memoria sociale per il soggetto collettivo.

 

Fedele Ruggeri dal 1980 è docente presso la Facoltà di Scienze Politiche di Pisa dove si è laurea­to. Dal 1970 partecipa alle attività didattiche e di ricerca dell'Istituto di Sociologia della medesima Università presso la cattedra di Sociologia del Lavoro e Industriale e l'insegnamento di Politica So­ciale della Scuola Superiore di Servizio Sociale di Pisa. Entro il Dipartimento di Scienze Sociali ha preso parte e collabora a diversi progetti di ricerca con particolare riferimento a coscienza operaia, sviluppo organizzativo e tecnologico, doppio lavoro, ruolo dell'assistente sociale e sviluppo della razionalizzazione, inosservanza funzionale delle norme, politica sociale e relazioni industriali, sviluppo economico in contesti agricoli, la condizione anziana, esclusione, variabilità organizza­tiva e sistemi di politica sociale. Dal 1993 è responsabile della Sezione di Studi sulle Politiche So­ciali del Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università di Pisa e dal 1998 è responsabile della pro­gettazione e realizzazione dell'Osservatorio per le Politiche Sociali per le Provincie di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Attualmente presso la Facoltà di Scienze Politiche gli sono affidati gli insegnamenti di Politica Sociale, Sociologia del Lavoro e Sociologia dell'Amministrazione

 

Collaboratori della Sezione per il progetto Osservatorio per le Politiche Sociali.

 

Rita Biancheri si è laureata in Filosofia e in Storia presso l'Università degli Studi di Pisa ed ha conseguito il Dottorato in Sociologia delle comunicazioni presso l'Università Autonoma di Barcel­lona. Dal 1979 collabora con il Dipartimento di Scienze Sociali della stessa Università, in partico­lare con le cattedre di Sociologia delle comunicazioni, partecipando a ricerche per la Regione To­scana, la Provincia di Massa-Carrara etc. Ha svolto attività di ricerca teorica ed empirica anche per Enti locali, Fondazioni e Centri Studi. Attualmente é funzionario tecnico del Dipartimento di Scienze sociali e si occupa di tematiche femminili e di Terzo settore. Oltre ad aver curato le temati­che femminili per l'Osservatorio delle Politiche Sociali ne è coordinatore territoriale per la Provin­cia di Massa-Carrara. Collabora con varie riviste specializzate nel settore delle comunicazioni ed at­tualmente fa parte della redazione della rivista Inchiesta.

 

Graziella Biccone  si é laureata in Psicologia, é specializzata in Psicologia Clinica, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Siena. Ha frequentato uno stage di tre mesi all’interno della Scuola di Terapia Familiare presso Università Autonoma di Barcellona.

Ha lavorato come consulente nelle varie fasi di organizzazione dei servizi sociali presso alcuni Enti Locali. Attualmernte collabora con la Azienda Usl 2 di Lucca (sede di Castelnuovo di Garfagnana), il Comune di Lucca e il Comune di Capannori. Ha interessi nel campo della Psicologia di Comunità, dell’Handicap e dei Minori. Collabora con la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali entro il proget­to Osservatorio per interventi in materia di valutazione.

 

Emanuela Di Falco si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Pisa ed è Dottore di Ricerca in Sociologia dello Sviluppo. Attualmente è coordinatrice Territoriale della De­legazione Provinciale di Pisa del CESVOT (Centro Servizi Volontariato Toscana) ed è membro del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio sulle “Tematiche europee”.

Ha collaborato con la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Pisa sia rispetto al progetto SCIA che RAISA; è coordinatrice territoriale dell’Osservatorio per le Politiche Sociali per il modulo territoriale corrispondente alla Provincia di Livorno.

 

Paola Gisfredi si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Pisa ed è Dottore di Ricerca in Sociologia dello Sviluppo. Ha svolto un’attività di ricerca post-dottorato per due anni nel Diparti­mento di Scienze Sociali della medesima Università, dove attualmente è cultore della materia presso la cattedra di Sociologia e titolare di un assegno di ricerca sulla formazione continua. Collabora dal 1993 con alla Sezione di Studi sulle Politiche Sociali; in particolare ha partecipato al progetto SCIA, alla ricerca sulla memoria sociale degli anziani in Lunigiana e alla formazione nelle scuole per la realizzazione dell’Osservatorio per le Politiche Sociali. Si è interessata allo sviluppo psico­logico e sociale degli adolescenti, all’approccio biografico per lo studio degli anziani ed alla que­stione ambientale ed ha scritto su questi temi.

 

Silvia Mammini si è laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Pisa ed ha partecipato ad alcune attività di ricerca per il Comune di Roma sulla dimensione amministrativa, sociale e poli­tica della computerizzazione, quindi ha contribuito allo sviluppo di alcune ricerche sul commercio elettronico per il Consorzio Pisa Ricerche. Dal gennaio 1998 collabora con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Pisa. Prodotto di questa collaborazione è stata la partecipazione alla realizzazione di un Sistema per la Valutazione delle Politiche Sociali per il Comune di Pisa.

Dal gennaio 1999 collabora alle attività della Sezione per le Politiche Sociali del medesimo Dipar­timento, contribuendo alla messa in atto, in qualità di coordinatrice del modulo territoriale corri­spondente alla Provincia di Pisa, del sistema di Osservatorio per le Politiche Sociali .
 

Andrea Salvini si è laureato in Scienze Politiche - indirizzo politico sociale - presso l'Universi­tà degli Studi di Pisa. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Sociologia dello sviluppo ed ha con­tinuato successivamente i propri studi attraverso una borsa di studio di post-dottorato. Dal 1992 è docente a contratto, prima presso la Scuola Superiore di Servizio Sociale, dove ha insegnato Meto­dologia della ricerca sociale, poi presso il Diploma Universitario in Servizio Sociale, dove insegna Metodi e tecniche del servizio sociale. Attualmente è ricercatore presso l'ISTAT di Firenze. Ha svolto un'intensa attività di ricerca in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell'U­niversità di Pisa ed ha acquisito conoscenze ed esperienze anche nel campo della formazione e della conduzione di gruppi. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi sui temi dello sviluppo, della povertà e dell'emarginazione, delle condizioni generazionali (anziani, adolescenti, giovani), e saggi di contenuto più teorico sui temi della divisione del lavoro e del lavoro di rete.
 

Moreno Toigo si è laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa e dal 1993 collabora a ricerche e progetti del Dipartimento di Scienze Sociali e di quello di Statistica e Matematica Applicata all’Economia della medesima Università in materia di immigrazione, coope­razione allo sviluppo e proiezioni demografiche, maturando significative competenze informatiche applicate alle scienze sociali. E' responsabile del Centro di Calcolo del Dipartimento di Statistica e Matematica Applicata all’Economia ed ha sviluppato un’intensa attività professionale sia  autono­ma che nell’ambito dell’associazione Simurg Ricerche di cui dal 1995 è presidente e cofondatore. Rispetto all'Osservatorio per le Politiche Sociali è responsabile dei vari tavoli territoriali della base informativa.
 

Gabriele Tomei si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Pisa e svolge attività di ricerca all'interno del Dottorato in Sociologia dello Sviluppo della stessa Facoltà. Nel 1998 ha la­vorato per alcuni mesi in Commissione Europea occupandosi di cooperazione allo sviluppo e fondi strutturali. Si interessa dei processi di internazionalizzazione delle politiche di sviluppo locale, ha condotto ricerche sui movimenti comunitari in America Latina e sui programmi di cooperazione tra città e regioni della Unione Europea, ma anche sulla condizione giovanile ed il lavoro di comunità. Attualmente è amministratore responsabile della DE.R.CO.-Development Research & Consulting s.a.s. Tra i temi di maggiore interesse scientifico si trovano: lavoro di comunità e promozione so­ciale; azione collettiva e razionalità non strumentale; movimenti sociali; cooperazione decentrata; capacity building programs; metodologie di ricerca azione. Grazie alla sua esperienza per i modelli di valutazione degli interventi sociali e sui sistemi informativi dei servizi sociali è responsabile per l'Osservatorio dei vari interventi territoriali sulla valutazione dei servizi.
 

Riccardo Venturini si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Pisa. Collabora con la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali del Dipartimento di Scienze Sociali di Pisa nella realizza­zione dell'Osservatorio per le Politiche Sociali per le Province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa, seguendo in particolare alcuni interventi di formazione dei rilevatori delle surveys e di valuta­zione dei servizi.

I suoi interessi di studio sono la sociologia fenomenologica, soprattutto con riferimento all'analisi dei processi coscienziali.

 

Elisa Vivaldi si è laureata alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa ed ha parteci­pato ad alcune attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Sociali su temi quali il no-profit e il ruolo della famiglia nel sistema produttivo italiano. Nel 1997 ha svolto uno stage di 8 mesi al­l'ISTAT sviluppando le tematiche legate alla Metodologia della Ricerca Sociale. Per il Dipartimento ha partecipato alla  realizzazione di un Progetto per la Valutazione delle Politiche Sociali nel Co­mune di Pisa (1998). A seguito di questa attività inizia la collaborazione con la Sezione di Studi sulle Politiche Sociali con particolare riguardo alla realizzazione di un Osservatorio per le Politiche Sociali (ex LR n. 72/97) nell'area nord-ovest della regione, di cui coordina il modulo territoriale re­lativo alla Provincia di Lucca. Dal '98 collabora con lo IAL, Istituto di formazione professionale presente su tutto il territorio nazionale, in qualità di progettista e di coordinatrice di attività volte all'inserimento lavorativo. Ha scritto in materia di promozione della cultura statistica e processi formativi e di valutazione delle politiche sociali.

 

La Simurg ricerche è una onlus per la ricerca sociale, economica ed ambientale con sede a Li­vorno che dal 1999 collabora con la Sezione per la realizzazione dell'Osservatorio per le Politiche Sociali soprattutto per i lavoro sui vari tavoli territoriali della base informativa e della rilevazione sui funzionamenti sociali (surveys). Fondata nel 1995 riunisce ricercatori provenienti da diverse di­scipline ed esperienze universitarie. Attualmente può contare su tre soci attivi e una rete di circa 10 collaboratori, mentre gli iscritti complessivamente sono ventotto. I suoi principali settori di atti­vità sono: l'esclusione sociale e la cittadinanza attiva; l'immigrazione; la cooperazione allo svi­luppo; l'utilizzo del tempo e l'organizzazione della vita quotidiana, il commercio e le attività pro­duttive. Le principali attività sono: ricerche; elaborazione dati; costruzione di banche dati; costru­zione di siti web; consulenze in genere.